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Il massiccio della Majella I luoghi sacri Abitare la montagna Un unica montagna per tante genti
Eremo di Celestino V sul Morrone - Sulmona (Aq)

La Montagna di Celestino

Le montagne abruzzesi, ed il gruppo Maiella – Morrone in particolare, recano segni millenari della presenza umana: una ininterrotta stratificazione di culture, una catena di segni che attraversa il tempo e testimonia il senso religioso delle popolazioni che hanno abitato l’intera area, dalla preistoria sino ai tempi nostri. Grotte ed anfratti hanno ospitato pastori bisognosi di ricovero e uomini che celebravano culti in una lunga e lenta alternanza e sovrapposizione di religioni. Sono molte le pitture rupestri documentate in vari luoghi come la notissima pittura in ocra rossa, risalente al neolitico, raffigurante un sacerdote orante, nei pressi dell’eremo di S. Onofrio; così come sono numerose le attestazioni di culti legati all’acqua.
In epoca italica prima e romana poi, è il grande complesso monumentale di Ercole Curino a segnare il continuum nel vissuto religioso delle antiche popolazioni. E’ proprio in questo luogo, dove si venerava una divinità particolarmente cara agli antichi italici, che è stato rinvenuto l’Ercole attribuito a Lisippo. Con l’avvento del cristianesimo nei sacri luoghi si ebbe una graduale introduzione dei culti cristiani che spesso adattarono gli stessi riti pagani alla nuova religione. Nei vecchi luoghi di culto si ebbe un fiorente fenomeno eremitico, molti eremiti scelsero la vita solitaria, altri si raggrupparono in cenobi.
Nel corso del XIII secolo Pietro Angelerio da Isernia, il futuro Papa Celestino V, fonda un movimento spirituale con forte connotazione locale, dal quale origineranno numerosissimi insediamenti in tutta l’area della Maiella e del Morrone, che si conferma ancora una volta “montagna Sacra”. Il movimento dei Celestini crescerà di importanza e così pure la Badia nata ai piedi dell’eremo di S. Onofrio che divenne sede dell’abate generale dell’ordine.

In tutti questi secoli è stata dunque fortissima la presenza spirituale sui monti abruzzesi; i pochi cenni sopra esposti sulle “presenze religiose” del massiccio Maiella-Morrone raccontano il sentimento del sacro delle popolazioni che l’hanno abitata al pari di altre, e forse più “celebri”, montagne “residenze degli Dei”. Ancora oggi, a dispetto degli scetticismi della modernità, questi monti conservano un significato sacrale per le genti che vivono o frequentano questi luoghi.


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